Non so se avete mai sentito nominare Neroogle… Io ne ho sentito parlare per la prima volta ieri da alcuni miei amici come il nuovo motore di ricerca “ecologico”. Ho scoperto che è un po’ la moda del momento creare uno di questi motori. Praticamente si tratta di interfacce web che usano Google per fare le ricerche, ma presentano tutte le pagine di ricerca e i risultati con sfondo nero e caratteri grigi in modo che così si risparmierebbero un sacco di MW di corrente nel mondo, in quanto i pixel neri consumano meno di quelli bianchi.Premetto che anche io tengo molto all’ambiente e al consumo energetico, ma tengo anche a capire come stanno effettivamente le cose. Partendo dai miei studi di OptoElettronica, ho pensato di cercare un po’ sul web prima di farmi un’opinione. A tal proposito vorrei segnalare questo post sul blog di Paolo Attivissimo che affronta il problema.
Dopo aver letto un po’ in giro la conclusione è che se per gli schermi a tubo catodico (CRT) il discorso del risparmio può avere un senso (anche se risparmiereste molto di più non lasciando il pc in standby o acceso inutilmente), per la maggioranza degli schermi usati oggi, ovvero gli LCD, il discorso del risparmio è un po’ una bufala. Gli LCD funzionano in generale con lampade a retroilluminazione sempre accese e le celle con i cristalli liquidi polarizzano solamente la luce, a seconda del loro orientamento, per ottenere i diversi colori: ovvero usando il nero semplicemente i cristalli bloccano il passaggio della luce, ma non cambia molto il consumo che dipende prettamente dalle lampade che restano ovviamente sempre accese.
La conclusione è che non solo, come è ben risaputo dai grafici, una tale combinazione di colori scuri su una pagina web alla lunga affatica la vista, ma oltretutto non si ottiene in generale nessun effettivo guadagno, se non per alcuni di questi motori di ricerca “ecologici” che spesso lucrano sugli accessi al sito.
